Il nostro modo di fare impresa

Pionieri dello smart working e della conciliazione vita-lavoro per creare un'organizzazione smart declinata sulle esigenze specifiche del business.
Il caso Trans-Edit Group

di Marco Todarello

Tra un anno compie 30 anni di attività, eppure si può dire che Trans-Edit Group, società di traduzioni professionali e servizi linguistici per le aziende, non sia mai stata così giovane. Una società di lunga esperienza, ma capace di vivere il business con la grinta e la freschezza di una start-up: «Incanaliamo le energie dei Millennials (i nati tra la metà degli anni '80 e la fine dei '90, ndr) — è il motto di Adele Nardulli, Ceo della società insieme a Laura Gori — la cui creatività e il cui entusiasmo vengono tesaurizzati e organizzati in modelli aziendali innovativi, per adeguarsi a un panorama economico globale in rapida evoluzione». Per dare un'idea, in Trans-Edit Group un'impaginatrice è diventata Lead Project Manager e una traduttrice una Language Technology Engineer, modellando l'organigramma sulla base dei talenti delle persone e non di ruoli predefiniti. Una versatilità e un dinamismo che nel tempo hanno trasformato uno studio di traduzioni professionali in un Language Service Provider a 360 gradi. Dalla traduzione alla revisione specialistica e alla  fotocomposizione, fino a servizi ad hoc come il post-editing e i servizi editoriali in campo scientifico.

Crescere investendo in tecnologie ad hoc

La capacità di guardare avanti vie- ne da lontano. Era il 1994 quando Nardulli e Gori diventarono amministratrici della società: da traduttrici, sapevano di cosa c'era bisogno e, se non si trovava, provavano a inventarselo. Quando arrivarono sul mercato i primi dittafoni digitali, li sostituirono a quell analogici e fecero brevettare dei pedali digitali per permettere alle dattilografe di controllare i file audio senza togliere le mani dalla tastiera, guadagnando così in velocità ed efficienza. Anni dopo, a metà anni '90, scoprirono da un cliente americano che esisteva Internet, e furono tra le prime aziende italiane a usarlo regolarmente. «Così i traduttori cominciarono a mandarci sia i file audio sia i testi via mail, senza necessità di venire in ufficio. Era l'inizio dello smart working», spiega Nardulli. «È la tecnologia che deve essere al servizio delle persone, non il contrario», aggiunge Gori, un motto che ancora oggi è alla base di ogni scelta aziendale. Trans-Edit Group ha non solo adottato, ma in molti casi messo a punto tecnologie specifiche a supporto del settore linguistico, come il workflow con interfaccia interattiva per clienti e collaboratori, la piattaforma traduttiva integrata con avanzati strumenti di traduzione assistita (Cat), gestione terminologica e controllo qualità, il cloud computing e la fornitura di servizi multimediali quali localizzazione siti, sottotitolazione e doppiaggio multilingue.

Flessibili, autonomi e fidelizzati

«È stata soprattutto la tecnologia, l'organizzazione aziendale dal punto di vista informatico — racconta Nardulli — che ci ha permesso di sviluppare il welfare net modo che volevamo, a partire dalla delocalizzazione del posto di lavoro....

Leggi il PDF completo




 



All rights Reserved Trans-Edit Group srl