Occupazione femminile? In Trans-Edit Group è una missione

In occasione di un prestigioso convegno a Palazzo Lombardia, Trans-Edit è stata chiamata a condividere la propria esperienza quale azienda modello nell'attuazione di politiche volte a favorire l'occupazione femminile.

“La partecipazione femminile al mercato del lavoro: un confronto tra pubblico e privato su prospettive e possibili sinergie”: questo il titolo del convegno che si è tenuto a fine giugno a Palazzo Lombardia, organizzato e promosso dalla Camera di Commercio di Milano - nel quadro delle iniziative “CSR Repertorio Buone Prassi” e “CIP, Conciliazione in Pratica” - e da altre istituzioni lombarde in ambito CSR, conciliazione famiglia-lavoro e welfare.

Numerose le autorità presenti e gli ospiti illustri, che per un’intera giornata hanno messo a confronto esperienze e discusso dei molteplici aspetti dell’occupazione femminile.

Tra gli organizzatori, Gabriella Merlo, Presidente dell’Associazione Irene e attiva sin dal 1986 nella progettazione e organizzazione di interventi nell’ambito dei programmi comunitari, nelle aree  dell’Occupazione, delle Pari Opportunità e della Società della Conoscenza.

Trans-Edit è stata chiamata, quale rappresentante di successo della piccola imprenditoria lombarda, a testimoniare la sua “vocazione in rosa” che da sempre manifesta con il proprio assetto societario per il 100% femminile e il 90% di dipendenti-donna.

Testimonianza che Trans-Edit ha voluto portare facendo una scelta fuori dal coro, inviando in rappresentanza il proprio Sales Director, Massimo Maffei. Un uomo per raccontare questa storia in rosa. Perché?

Sebbene si trattasse di un convegno per l’incremento dell’occupazione femminile, il pubblico cui era rivolto era l’intero mondo dell’imprenditoria, quindi anche e soprattutto quello maschile, spesso poco sensibilizzato alle problematiche femminili di conciliazione famiglia-lavoro.

Il messaggio chiaro e potente che si è voluto lanciare è stato in particolare come e perché una piccola-media impresa italiana può fare grandi cose a livello di welfare aziendale. Rispondendo alle domande che frequentemente le vengono rivolte: “Quanto costa concretamente?” e “Qual è il vero ritorno?”.

La risposta è che costa tanto, sia in termini di tempo che di risorse economiche, ma il ritorno è molto superiore all’investimento.

Dopo 28 anni di attività le due titolari di Trans-Edit Group, Adele Nardulli e Laura Gori, non hanno dubbi sul fatto che il successo di un’azienda dipenda soprattutto dalle persone e che,  migliorandone la vita in azienda, in un ambiente lavorativo piacevole e vicino alle loro esigenze, si creino motivazione e attaccamento. E dove ci sono attaccamento e motivazione, c’è crescita a tutti livelli, sia di competenze che di business. Con raggiungimento dei risultati in maniera pressoché naturale.

Se si pensa che la quotidianità della vita aziendale di Trans-Edit è fatta di flessibilità oraria, part-time, smart working, premi di produttività, “servizi salvatempo” a prezzi convenzionati direttamente in azienda - lavanderia, sartoria, parrucchiere, spesa online, farmacia… - e “servizi alla persona” – palestra e spazio fisioterapico all’interno degli uffici - è facile capire come il turnover di personale sia prossimo allo 0%: in Trans-Edit le persone arrivano e non se ne vanno più. Perché un’azienda “people-oriented” forma persone “company-oriented”.

E Adele Nardulli e Laura Gori sono convinte che sia proprio alla fidelizzazione delle proprie risorse che vada ricondotta la quadruplicazione del fatturato registrato da Trans-Edit negli ultimi 10 anni. L’obiettivo è stato raggiunto. Con passione, dedizione e un modello di business vincente, per tutti.

 

 

 

 



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