WOBI 2016: linguistic partner

Ken Segall (Apple), Arianna Huffington (Huffington Post), Herminia Ibarra (World Economic Forum), Oscar Di Montigny (Banca Mediolanum), Erik Wahl (artista).

Sono solo alcuni dei leader cui Trans-Edit ha dato voce al World Business Forum 2016 in qualità di linguistic partner dell’evento: 8 gli interpreti che si sono alternati in cabina per 2520 minuti di traduzione simultanea; 2000 le cuffie distribuite su una platea di oltre 2500 manager provenienti da tutto il mondo; 3 le combinazioni linguistiche più richieste (inglese, tedesco e portoghese) e, ancora, 6 le ore di simultanea negli eventi privati aziendali che si sono tenuti a latere del Forum.

Il World Business Forum – organizzato da Wobi (World of Business Ideas) e svoltosi al MiCo di Milano l’8 e il 9 novembre scorsi – è un appuntamento annuale ormai consolidato che, in un calendario che si snoda tra America, Asia ed Europa, riunisce e mette a confronto le voci più originali, le aziende e le menti più innovative a livello internazionale sui temi più attuali e rilevanti per il mondo degli affari.

Per questo evento Trans-Edit ha messo in campo il gotha degli interpreti, che nelle due giornate del Forum hanno espresso il meglio della professionalità e della “presenza”, dando magistralmente voce agli oratori che si sono succeduti sul palco e negli eventi aziendali privati, e fornendo un servizio di interpretariato in simultanea di eccellente qualità, che Erik Wahl ha elogiato pubblicamente ("tu, interprete sei un mostro!")

Non solo. Perché l’esperienza del pubblico non si esaurisca con la chiusura del Forum ma possa essere rivissuta e condivisa, Trans-Edit ha inviato a quanti hanno lasciato il proprio recapito nel nostro corner la registrazione audio degli interventi più significativi con le voci dei nostri interpreti. E le aziende che hanno aderito a questo invito e che stanno ricevendo i file audio sono davvero moltissime.

Il pubblico del World Business Forum di Milano è stato così coinvolto in un autentico happening di formazione e apprendimento di nuovi paradigmi di pensiero e innovativi modelli di business. Del resto, il tema dell’edizione 2016 ‒ “Be Beta, siamo tutti in uno stato Beta permanente” ‒ era dedicato a parole chiave quali apertura, dinamismo, flessibilità: Beta sta per cambiamento continuo, e richiede doti di agilità, creatività e coraggio. «Siamo stati educati a diventare più logici possibile, più “big data” possibili», ha dichiarato Erik Wahl, artista con la vocazione di liberare il genio creativo che è ingabbiato in ciascuno di noi. «Ma la nostra parte razionale – la parte Alfa – non è più sufficiente: liberare l’immaginazione è più importante che immaganizzare conoscenza», perché è solo grazie ad essa che possiamo uscire dalla nostra comfort zone e battere sentieri inesplorati. Questa è anche l’essenza del “Think different”, la memorabile campagna che Ken Segall, direttore creativo di grandi agenzie pubblicitarie prima di approdare in Apple al fianco di Steve Jobs, creò nel ’97 per il colosso di Cupertino. Essere Beta significa anche avere davanti a sé un ventaglio di opzioni che può disorientare: «C’è sempre un lato oscuro della scelta – ha riconosciuto Segall – la gente può sentirsi sovraccarica di scelte possibili» e tuttavia, ha continuato Segall, la chiave per scardinare questo meccanismo è la semplicità, l’unico valore capace di creare “amore” (fidelizzazione, nel linguaggio del business).

Sperimentare, cambiare punto di vista, ampliare la propria rete e condividere, fare squadra: dai vertici del World Economic Forum (Herminia Ibarra) alla panchina del Manchester United (Alex Ferguson), arriva una sferzata di fiducia che esorta persone e aziende a reinventarsi, a provare, a sbagliare – se occorre – e tornare a rischiare. Perché, come esorta Herminia Ibarra «meglio prima agire, poi pensare».

 

 



All rights Reserved Trans-Edit Group srl