Trans-Edit “firma” il Gray’s Anatomy

La 41a edizione della “bibbia” dell’anatomia umana, tradotta in italiano, è ora nelle librerie

Il Gray’s Anatomy (titolo italiano: Anatomia del Gray), il celebre trattato di anatomia umana, sarà a breve disponibile in libreria in una nuova veste aggiornata.

Trans-Edit Group ha avuto il privilegio di tradurre e curare la nuova edizione italiana di quest’opera, indiscussa autorità per generazioni e generazioni di medici, clinici e studenti di Medicina. Un’autentica impresa editoriale, per prestigio e complessità, attorno alla quale la società di traduzioni di Milano ha riunito i migliori traduttori professionisti specializzati in medicina, affiancati da docenti universitari opinion leader nelle diverse specialità e dai redattori medici della Divisione Editoriale. Undici mesi di lavoro impegnativo ma entusiasmante, consapevoli della responsabilità di “firmare” una delle opere mediche più autorevoli al mondo.

Per avere un’idea della portata del progetto Gray’s Anatomy basta guardare ai numeri della nuova edizione italiana: 1744 pagine, 5717 cartelle di testo sorgente tradotto dall’inglese all’italiano da 21 traduttori, supportati dagli strumenti più avanzati (Memorie di traduzione, database terminologici, glossario Multiterm, Trados…) del Translation Management System della piattaforma traduttiva di Trans-Edit. A ciò si aggiunge la supervisione finale da parte di 35 curatori, senza menzionare i grafici e i redattori che si sono occupati delle fasi di pre-stampa (impaginazione, correzione delle bozze e controllo finale) per garantire un prodotto di qualità eccellente sotto il profilo della correttezza e dell’uniformità terminologica.

Trans-Edit non è nuova a progetti editoriali di vasta portata e di indiscusso prestigio: tra i suoi fiori all’occhiello si possono menzionare il Nelson-Trattato di pediatria, il Braunwald-Malattie del cuore e la Collana di Anatomia, Fisiologia e Clinica in dieci volumi scritta e illustrata da Frank H. Netter. Opere che contribuiscono a formare gli studenti delle Scuole di Medicina e che non è raro trovare sugli scaffali dei reparti ospedalieri.

Il Gray’s Anatomy è una vera e propria rarità editoriale, pubblicato ininterrottamente sulle due sponde dell’Atlantico fino ad ora. Centocinquantotto anni di storia per un trattato che oggi è, ovviamente, molto diverso da quello che il Dr. Henry Gray scrisse per la prima volta con il collega Henry Vandyke Carter a Londra, in piena epoca Vittoriana. La prima edizione vide la luce alla fine di agosto del 1858: il successo fu immediato, l’autorevolezza che gli fu attribuita istantanea. Gray morì di vaiolo nel 1861, a soli 34 anni e all’apice del successo. Di lì in poi è stato un susseguirsi di curatori (ultima, in ordine di tempo, Susan Standring, professoressa emerita di Anatomia al King’s College di Londra) e di edizioni chiave come quella del 1905, che hanno portato avanti – adattandole ai tempi e aggiornandole alla luce delle nuove scoperte – le idee innovative e coraggiose del primo Gray’s Anatomy.

L’omaggio più recente e curioso a questo monumento del sapere e della conoscenza non viene dal mondo della medicina, ma dalla fiction televisiva: se, almeno una volta, avete palpitato per un complesso caso medico o per le vicende sentimentali della dottoressa Meredith Grey, protagonista della popolare fiction americana Grey’s Anatomy, ebbene sì: sappiate che il cognome del chirurgo più famoso della tv, diverso per una vocale ma perfettamente omofono, intende proprio rendere omaggio al giovane medico inglese che, quasi 160 anni fa, rivoluzionò l’editoria clinica.

 

 



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