Trans-Edit Group abbraccia la filosofia delle Società Benefit

Per il suo impegno nella promozione dei più alti standard di responsabilità sociale, TEG è stata invitata al Tavolo tecnico promosso e organizzato da Ernst&Young sul tema delle “Società Benefit”

Come essere una Società Benefit senza saperlo… Dopo quasi tre decenni di costruzione infaticabile e incessante di un business dal contenuto etico grazie alle iniziative di welfare aziendale, politiche di genere e CSR sul territorio, Trans-Edit scopre che il suo modello virtuoso ha ora un nome.

Le Società Benefit italiane, introdotte con la Legge di Stabilità 2015 sulla scorta delle B Corp americane (Benefit Corporation), rappresentano una nuova modalità di fare impresa che, non solo rispetta volontariamente i più elevati standard di responsabilità e trasparenza, ma adotta iniziative originali volte a migliorare il benessere dei dipendenti e ad avere un impatto positivo anche sulla collettività.

Questo nuovo modo di essere imprenditori, pur non rinunciando al profitto, ha a cuore il beneficio comune, attuando buone pratiche di responsabilità, sostenibilità e trasparenza verso le persone, le comunità di appartenenza, enti e associazioni culturali presenti sul territorio e l’ambiente.

Trans-Edit non è una società benefit propriamente detta, non avendo ancora convertito la sua forma giuridica, ma, per il suo impegno nelle varie forme di “cittadinanza attiva” – riconosciuto a livello istituzionale da numerosi premi – è considerata sensibile alle tematiche delle Società Benefit in Italia, tanto da essere chiamata a partecipare – in qualità di portavoce delle PMI – al Tavolo di confronto di Ernst&Young che sta definendo ambiti, peculiarità e prerogative che dovranno avere queste nuove imprese nel nostro Paese.

Siamo all’avanguardia

Le B Corp rispondono a requisiti molto stringenti e sono periodicamente sottoposte a verifica da parte dell’ente certificatore, l’organizzazione statunitense no profit B Lab che, nel 2006, ha dato vita a questo grandioso progetto. Nell’arco di alcuni anni la certificazione si è diffusa dagli Usa al resto del mondo, tanto che oggi si parla di una community internazionale di Certified B CorporationsTM: un vero e proprio movimento di imprenditori che punta all’ambizioso traguardo di introdurre questo modello di impresa a livello legislativo nelle varie realtà nazionali.

L’Italia è seconda solo agli Stati Uniti nell’aver accolto questa sfida istituzionale: la nuova forma giuridica delle Società Benefit, introdotta con la legge n. 208 del 28 dicembre 2015 (Legge di Stabilità), è entrata in vigore dal 1° gennaio 2016 e ora attende di diventare operativa, non appena saranno conclusi i lavori del Tavolo.

Imprese migliori “per” il mondo

A fronte delle 1700 B Corp presenti in 50 Paesi al mondo (250 in Europa, di cui ca. 40 in Italia), sono già presenti in Italia 73 società benefit (di cui 19 sono già B Corp) .Le Società Benefit sono la dimostrazione che un buon business può essere un business buono. Per questo sono state definite “aziende a prova di futuro”: l’attuale complessità e interdipendenza dei sistemi sociali, ambientali ed economici non potranno essere sostenibili a lungo, a meno che non si faccia strada un modello innovativo di business in grado di creare un circolo virtuoso tra impresa e società, all’insegna della responsabilità della prima verso la seconda. L’attività economica si trasforma così in una leva privilegiata di buone pratiche, e non è difficile prevedere che, in un futuro molto prossimo, le aziende migliori “per” il mondo saranno anche le aziende migliori “al” mondo.

 

 

 



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